reg.n.883 del 9/12/2021 – Trib. Santa Maria Capua Vetere

“La Ciurillo”. La pizza con i fiori sgargianti dell’Arabia che Daniele Lepore ha voluto nel suo menù.

Quello di Daniele Lepore, maestro pizzaiolo, non è solo lavoro di attenta, laboriosa e eclettica alchimia nell’elaborare con diversi ingredienti il farinaceo tanto amato in tutto il mondo. 

La sua arte abbraccia studio delle tradizioni, attenzione alla scelta dei prodotti e anche amore per un territorio che tante ricchezze offre sulle tavole. Nelle sue continue creazioni culinarie, nate tra un rimestare della pasta, alimentare la fiamma nel buio del forno e tenerne a bada le indomite lingue infuocate, realizza nuove squisitezze da presentare a suoi affezionati avventori.

Ne è nata la Ciurillo, la pizza preparata con il fiore caro agli Arabi, che in un tempo lontano questi ultimi importarono nel Mediterraneo. A far da guarnizione, accanto allo sgargiante fiore di zucca dagli ammalianti colori giallo e arancione, anche la provola affumicata e mozzarella di bufala del caseificio “il Casolare”. 

All’uscita dal forno alici di Cetara, ricotta di bufala ed olio extravergine d’oliva “Oro di Caiazzo”, altra bontà del nostro territorio. Assai apprezzato in questo periodo estivo, o ciurillo, come è detto il fiore di zucca in lingua napoletana, è un ingrediente molto utilizzato in cucina e decisamente accattivante con i suoi colori accesi, donato dalla terra, o megliodalle zucche. Sulla tavola di primavera e d’estate i fiori di zucca sono un alimento che non può mai mancare: fritti in pastella, al forno ripieni, con la pasta o anche, come li ha utilizzati Daniele, sulla pizza, sono un canto ammaliante di Circe per i palati e le gole a cui è difficile veramente resistere.  I fiori di zucca sono ricchi di acqua, fibre, antiossidanti, carotenoidi, sali minerali, B-carotene, luteina e si mangiano con gusto e piacere, contravvenendo alla regola secondo cui non solo i più piccoli ma anche tanti adulti non amerebbero particolarmente cibarsi dei prodotti dell’orto.

Ai fiori di zucca sono legate le alici di Cetara, piatto semplice ma assai stimato, lavorate con il vecchio metodo del garum, di origine romana, un sistema di conservazione del pesce in terzigni o botti di legno, lì lasciate a riposare per molti mesi. Un pezzo profondo della storia dei marinai campani; sembra di vederli all’opera nei capannoni  e seguire, con la stessa fiducia riposta negli dei, gli ordini del pescatore anziano che si assicurava delle corrette procedure di conservazione.

A Capua, “Lepore&Farine” non è solo pizzeria ma un autentico laboratorio di rare e variegate esperienze e Daniele, con la sua famiglia, ogni giorno, con amore, sforzi, professionalità e tanta passione mette a tavola un tassello dell’ottima tradizione alimentare campana.  Una passione nata una notte di tanti anni fa, quando Daniele, appena undicenne, volle assaporare il piacere della sfida con “l’arte bianca”, lanciarsi contro le lingue fameliche di fuoco e conoscere i poteri seducenti del forno.

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